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Territorio

Lasino

di Mercoledì, 04 Maggio 2016 - Ultima modifica: Mercoledì, 15 Febbraio 2017
Immagine decorativa

La frazione di Lasino fu un importante villa della Pieve di Calavino. La sua prestanza medioevale viene rintracciata nei nomi delle sue chiese: SS. Pietro e Paolo e S. Siro forse a protezione della malaria che imperversava negli acquitrini del Piano del Sarca. 

Con Castel Madruzzo formava una comunità dotata di propri statuti e di cospicui possedimenti terrieri, con Calavino invece, un consorzio comunale a forma di "Magnifica comunità" per la trattazione di problemi comuni. Lasino è sede di terrazzo e di conoide ben elevato sul fondovalle alluvionale dal quale originariamente era separato da una larga fascia agricola urbanizzata nel secondo dopoguerra. L'organizzazione urbanistica segue la primitiva viabilità valligiana nord-sud lungo le pendici basali del Monte Bondone. Le strade verticali precisano inoltre lo schema parallelo delle case a schiera che compongono il nucleo di antica origine situato sul pendio del conoide (Bordesin), le cui contrade sono come infossate tra le case.Talvolta sono costrette in profondi androni (pòrteghi) a volta a botte o a travata lignea.
Gli elementi medioevali sono molteplici e frammisti pittorescamente a interventi successivi.
Ci sono tratti di antico selciato, arconi a pieno sesto di pietra, cortili plurifamiliari cinti da muri con portale d'ingresso, portali e portalini a tutto sesto, architetture, aeree sottogronda di ballatoi collegati da scale esterne, comignoli pensili, qualche edicola sacra in nicchia.
La strada principale del paese è fiancheggiata da una serie di edifici dall'impronta signorile, pacatamente barocca e tardobarocca.
Rappresentazione visibile della storia sul territorio il complesso della Villa Ciani-Bassetti, egregio esempio di casa signorile, azienda agricola-parco inserita nel tessuto urbano.
A Lasino, uno dei maggiori protagonisti della conquista agricola del fondovalle del Sarca, furono accertate tracce di costruzioni romane e tardoromane presso S. Siro, dove la tradizione popolare pone un villaggio scomparso per cause ignote.